ETNOMEDIATECA

The Etnomediateca is the audio-visual and photographic archive of the Laboratorio Etnoantropologico of the Department of the European and Mediterranean Cultures (University of Basilicata, Italy).

Since 1990 Etnomediateca keeps the video shots produced during the anthropological and ethnomusicological fieldworks conducted by anthropologists and ethnomusicologists.

In 2001 Etnomediateca increased the catalogue of ethnographic films acquiring the masterpieces of the history of ethnographic film (Flaherty, Mead, Rouch, Asch, Marshall, MacDougall, etc.).

The archive also includes collections of photographic images and audio recordings produced during fieldworks.

In 2017 we updated the website and we are currently cataloguing documents anew. For not all the films are yet visible in the catalogue.

LATEST RECORDS

Pier Paolo Pasolini
(1963, 88 minuti)
Comizi d'amore, lo straordinario documentario realizzato da Pasolini nel 1963 e tuttora, a distanza di cinquant'anni, di vivissima attualità. Con una capillare indagine sul corpo vivo del Paese, attraverso incontri e interviste sul campo, Pasolini registrò allora un vasto campionario di opinioni in materia di tabù sessuali e di vita di coppia, divorzio incluso. Opinioni che paiono provenire da un'Italia arretrata e segnata dai pregiudizi, ma che di fatto, nel profondo e sotto la vernice di una apparente liberazione, non pare molto mutata nemmeno nel presente. (http://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/molteniblog/comizi-damore-di-pasolini-litalia-di-ieri-e-di-oggi/)
Jean Rouch , Edgar Morin
(1961, 90 minuti)
Real-life individuals discuss topics on society, happiness in the working class among others and with those testimonies the filmmakers create fictional moments based on their interviews. Later on, the individuals discuss the images created with their own words and see if the movie obtained their level of reality. (http://www.imdb.com/title/tt0054745/)
Paolo Vinati
(2011, 38 minuti)
Serle, Prealpi bresciane. Alcune persone sono depositarie di un eccezionale patrimonio della cultura immateriale, il canto di tradizione orale. Il cantare è vissuto come una manifestazione spontanea e trova il proprio spazio nell'ambito dell'intrattenimento collettivo e in momenti non formalizzati. I protagonisti parlano del loro modo di cantare, delle regole del canto, dei luoghi esecutivi, della dispersione progressiva di questi saperi appresi nella forma orale. La quotidianità si intreccia alle interviste e alle performance canore, portando alla luce tradizioni musicali legate al passato, che sopravvivono all'anonima attualità. (https://www.cinemaitaliano.info/ilsanguenelcanto)

La mostra sarà inaugurata il 14 dicembre 2017 a Palazzo Lanfranchi (Matera), ore 19

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